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ll rituale della vendemmia

ll rituale della vendemmia

Si avvicina la fase di maturazione dell’acino e si avvicina quindi la vendemmia 2019. Il periodo di raccolta, tuttavia, può dipendere da diversi fattori: condizioni climatiche, zona di produzione, composizione del suolo, tipo di uva o tipo di vino che si vuole ottenere.

La stagione della vendemmia si apre ad agosto e può, addirittura, concludersi a novembre per le uve più tardive. La raccolta dell’uva è scrupolosa e attenta a non rovinare i grappoli maturi.

I vigneti Masseria Vigne Vecchie sono quasi pronti, le bacche bianche e rosse primitive stanno concludendo la loro fase di maturazione rispetto all’aglianico che sta ancora ultimando la fase dell’invaiatura.

Si prospetta una annata buona/ottima qualità, anche se l'andamento della raccolta dipenderà molto dal resto del mese di agosto e settembre. È prevista una diminuzione media della produzione del 6%, ma, grazie ad una primavera fredda e piovosa e un inizio estate caldo e secco, la qualità dell'uva è ottima e foriera di una produzione di vini potenzialmente eccellenti.

Il 4 settembre 2019 nella sede del Ministero delle Politiche Agricole, Ambientali, Forestali e del Turismo, Unione Italiana ViniAssoenologi e ISMEA per la prima volta uniscono le rispettive forze e competenze con l’obiettivo di fornire un quadro ancor più completo e dettagliato relativamente alle previsioni vendemmiali, che ogni anno rappresentano un momento cruciale per il mondo vitivinicolo, in grado di delineare con buona precisione l’andamento produttivo del vigneto Italia, fornendo alle imprese italiane dati fondamentali utili nel definire politiche e azioni da mettere in campo.

Cesare Pavese scriveva che i giorni della vendemmia «sono i giorni più belli dell’anno», è  uno dei rituali dell’agricoltura che più affascinano l’uomo perché lo rendono partecipe di un processo naturale ancestrale.

Da millenni durante la vendemmia si compiono gli stessi gesti, nella stessa stagione, dando origine a quel “nettare degli dei” che accompagna il vino, nel nostro caso, sotto lo sguardo silenzioso  e incommensurabile della nostra Dormiente del Sannio.